Leishmaniosi canina : una malattia da non sottovalutare

La Leishmaniosi canina è una malattia abbastanza grave che può colpire i nostri amici a quattro zampe di cui si conosce molto poco. In questo articolo cercherò di spiegarvi cos’è, i sintomi e come curarla per prendersi cura del cane nel miglior modo possibile.

Leishmaniosi cane: cos’è?

La Leishmaniosi è una malattia di tipo parassitario che viene provocata da un protozoo. Se ne conoscono diversi tipi ma quella più comune è la “Leishmania Donovani Infantum” che prende il nome da chi l’ha scoperta e dal fatto che colpiva principalmente i bambini.

La malattia che viene provocata da questo protozoo è abbastanza grave ed ha una diagnosi piuttosto complicata specialmente quando non si rivela in modo evidente. I casi di morte provocati da questa patologia sono rari ma possibili.
La gravità è rappresentata dal fatto che non esiste un farmaco in grado di debellare definitivamente il protozoo che resta nell’organismo dell’animale per tutta la vita.
Questo è il motivo per il quale è di vitale importanza evitare il contagio.

Leishmaniosi cane: dove c’è più rischio di contagio?

Fino a pochi anni fa il rischio di contagio era alto nel centro-sud della nostra penisola, adesso il pericolo è praticamente ovunque.
Il fatto di spostarsi sempre di più in compagnia dei nostri amici a quattro zampe, ma principalmente la presenza di cani randagi che provengono da canili greci e spagnoli ha contribuito al diffondersi della malattia.
Esistono comunque delle zone dove il rischio di contagio è più alto, questo è dovuto al clima che favorisce la sopravvivenza e riproduzione del protozoo.

Chi è in realtà questo protozoo?

Il colpevole della Leishmaniosi del cane è un pappatacio, un insetto microscopico simile alla zanzara. È silenzioso quindi non lo si sente arrivare e anche la sua puntura è indolore.
L’insetto contrae la Leishmaniosi cibandosi da un animale infetto, e poi la trasmette attraverso la puntura. Se le condizioni climatiche sono molto favorevoli, con temperature comprese tra i 16 e i 24 gradi e con un tasso di umidità alto i pappataci trovano l’habitat ideale alla riproduzione e vivono molto a lungo. Quindi per evitare il contagio bisogna stare attenti da fine Maggio a Ottobre alle passeggiate serali quando il pappatacio è attivo. Da questi dati se ne deduce facilmente che la Leishmaniosi del cane è presente ormai ovunque, questo è dovuto anche al fatto che in tutti i canili possono esserci cani infetti che a loro insaputa possono trasmettere la malattia.

Leishmaniosi canina contagia l’uomo?

L’unica maniera per contrarre la Leishmaniosi è attraverso la puntura del pappatacio, la Leishmaniosi canina non contagia l’uomo.
Quindi niente paura di toccare il cane, comportatevi normalmente perché lui non può in alcun modo contagiarvi.
Il pappatacio invece può contrarre la Leishmaniosi anche dai topi.
Per l’uomo esiste lo stesso pericolo di essere contagiati che ha il cane, cioè attraverso la puntura di questo odiosissimo insetto.
A differenza dei cani, per l’uomo esiste la cura che debella totalmente la Leishmaniosi.

Leishmaniosi cane sintomi

La Leishmaniosi non ha una diagnosi semplice, dato che molto dipende dalle difese immunitarie del cane e da molti fattori che sono ancora sconosciuti.
L’incubazione è molto lunga ed è compresa tra i 3 mesi e i 6 anni.

Le cause più ricorrenti per le quali si ricorre al parere del veterinario e che poi danno esito positivo di Leishmaniosi sono: mancanza di appetito, calo di peso, problemi a pelle e pelo, spossatezza, dolori alle zampe, nausea e vomito.
Il primo segnale di presenza di Leishmaniosi canina è dato dalla presenza della puntura dell’insetto che solitamente predilige colpire sul naso, sulle orecchie e sulla pancia

Spesso confuse con normali punture di zanzara, durano per un mesetto e poi vanno via da sole.
Durante questo periodo il cane risulta negativo alla Leishmaniosi, ma in realtà è solo in incubazione durante il quale il sistema immunitario reagisce dando vita ad altri sintomi.
Cisti, ulcerazioni, alopecia, ispessimento cutaneo, lesioni della mucosa e della pelle, crescita delle unghie in modo anomalo e dermatiti esfoliative sono tutti sintomi della Leishmaniosi.

Le dermatiti esfoliative si manifestano principalmente su orecchie, zampe e mucose e sono resistenti alle classiche terapie.
Le ulcerazioni sono presenti sulle articolazioni, naso, cuscinetti e orecchie, sono queste che se osservate con la strumentazione adeguata mostrano il parassita della Leishmaniosi canina.
La Leishmaniosi del cane ha anche altri sintomi importanti, circa il 25% dei casi analizzati ha riscontrato danni agli occhi.

Tutti i casi di Leishmaniosi canina danno problemi ai reni, che sfocia in un’insufficienza renale cronica, se non curata porta il decesso dello stesso.
Bisogna prestare molta attenzione se il cane beve eccessivamente e se ci sono tracce di sangue nelle urine, in questi casi, meglio effettuare subito un esame delle urine per determinare lo stadio della malattia.

Leishmaniosi del cane: diagnosi

I soli sintomi quindi non sono sufficienti per emettere una diagnosi certa di Leishmaniosi del cane, servono degli esami specifici che la confermino e che aiutino il veterinario a capire come comportarsi.

Gli esami da effettuare in questo caso sono molti, gli esami “diretti” che servono ad individuare il parassita nell’organismo del cane, e quelli “indiretti” che si effettuano tramite esami “sierologici”.
Insieme agli esami specifici per determinare lo stadio della Leishmaniosi del cane, bisognerà eseguire anche gli esami di routine per escludere eventuali malattie infettive e per valutare con attenzione lo stato generale di tutti gli organi.

Molte persone dopo una diagnosi certa di Leishmaniosi canina si chiedono a cosa vada incontro il cane.
Purtroppo la guarigione totale non si può ottenere, almeno per ora, quindi il parassita resta all’interno dell’organismo del cane.
Sicuramente c’è una diminuzione dei sintomi, ma il cane dovrà essere sottoposto ad esami regolari e tenuto controllato, anche perché se la malattia si ripresenta risulta sempre più difficile da combattere.

Leishmaniosi del cane: la cura

Il problema principale della Leishmaniosi è che non esistono farmaci poco costosi e efficaci che siano facili da somministrare e che non abbiano molti effetti collaterali.
Inoltre c’è la totale mancanza di un protocollo terapeutico certo, dovuto anche al fatto che la reazione a questa terapia è molto soggettiva e dipende molto dalla reazione del soggetto.

Buoni risultati si potrebbero ottenere iniziando una terapia prima che la malattia si manifesti, ma non è facile per il padrone accorgersi del contagio.
La cura deve essere fatta mirando a diminuire i danni collaterali legati alla Leishmaniosi cercando di diminuire i sintomi e cercando di stimolare il sistema immunitario a reagire in modo positivo, evitare che subentrino altre malattie ed evitare assolutamente un nuovo contagio.

In ogni caso la terapia va adeguata ad ogni singolo caso perché ogni cane reagisce in modo diverso sia al contagio che ai farmaci.
In caso che una prima terapia non funzioni come dovrebbe, bisogna valutare se la Leishmaniosi canina abbia danneggiato degli organi, in quel caso bisogna curare il cane per entrambe le malattie.

I controlli andranno eseguiti almeno due volte all’anno per valutare lo stato di salute generale del cane e se la malattia regredisce in modo adeguato alle cure.

Vaccino Leishmaniosi

Il vaccino per la Leishmaniosi canina esiste, ma sulla sua efficacia ci sono opinioni contraddittorie, sia per gli effetti collaterali che per l’efficacia non del tutto provata.
L’utilizzo del vaccino quindi viene valutato dal veterinario caso per caso.

Dalla primavera del 2017 è in vendita un nuovo tipo di vaccino che non è il solito virus inattivo, ma contiene alcune parti della malattia stessa combinate con un tipo di batterio non infettivo.
In pratica viene iniettato un “antigene” che sembrerebbe in grado di dare una risposta a livello immunitario dopo circa un mese.
Il richiamo va effettuato con scadenza annuale. La nuova formula risulta essere più sicura grazie alla diminuzione degli effetti collaterali.

Prevenzione contro il contagio della Leishmaniosi

Le disinfestazioni degli ambienti interni ed esterni sarebbero molto utili per evitare il contagio, dato che il pappatacio è “stanziale”, ma purtroppo sono soluzioni di non facile applicazione.

Le soluzioni migliori per prevenire il contagio sono ancora oggi gli spot-on e i collari a rilascio graduato.
L’utilizzo dei due metodi in contemporanea è consigliato in zone ad alto rischio contagio.

Il collare ha un efficacia di tipo repellente, mentre lo spot-on è un vero e proprio insetticida, infatti se un pappatacio punge un cane trattato ingerisce insieme al sangue il principio attivo che ne determina la morte nel giro di un giorno evitando altri contagi.

Bisogna quindi fare molta attenzione alla reale efficacia di ogni farmaco specialmente se si vive in luoghi ad alto rischio o ci si deve spostare per lavoro o vacanze.

Ecco un farmaco che abbia testato e che si è dimostrato di ottima qualità

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Va tenuto presente che gli spot-on iniziano ad essere efficaci dopo circa due giorni dall’applicazione e che vanno applicati correttamente.
Il liquido deve raggiungere la pelle del cane e va messo in un punto dove non riesca a leccarsi perché se ingerito è tossico.

I collari a rilascio graduato invece sono un po’ più lenti, ci vuole circa una settimana perché il suo effetto sia completo, di seguito un collare all’olio di neem da associare all’utilizzo dello spot-on.

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Nonostante tutto, questi rimedi non sono purtroppo validi al 100% quindi i controlli dal veterinario restano l’unico metodo sicuro per sapere se il cane è stato contagiato dalla Leishmaniosi.

Altri rimedi per evitare il contagio consistono nel tenere in casa il cane durante la notte e mettere delle zanzariere che impediscano ai pappataci di entrare.
Inoltre bisogna sempre cercare di evitare i ristagni d’acqua dove questi insetti amano riprodursi.

Per concludere un consiglio per prevenire la Leishmaniosi canina è quello di utilizzare uno spray per proteggere il cane durante le passeggiate, soprattutto quelle al mattino presto e alla sera dopo il tramonto, insieme agli spot-on o i collari. Per qualsiasi dubbio non esitate a rivolgervi ad un bravo veterinario che sia in grado di consigliarvi sulla prevenzione migliore per il vostro caso specifico. Il professionista potrebbe anche richiedere esami specifici in caso dubitasse di un contagio da Leishmaniosi. Anche prima di partire per le vacanze sarebbe utile informarsi sulla zona dove intendete andare, e nel caso sia ad alto rischio munirsi di tutti i trattamenti necessari a proteggere l’animale dalla Leishmaniosi canina.

 

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